Cos’è il Value Investing
Cos’è il value investing? Magari molti gia lo conosceranno, magari altri dicendo semplicemente che è uno stile di investimento basato sull’analisi fondamentale si saranno gia fatti un’idea, tuttavia introdurre brevemente il value investing sarà utile per coloro che vi si avvicinano per la prima volta o per quelli che hanno ancora le idee un poco confuse.
Il value investing (investimento basato sul valore), inteso nel modo iniziale di Benjamin Graham (il padre del value investing), si regge su tre caratteristiche fondamentali dei mercati finanziari:
- Il prezzo degli strumenti finanziari è soggetto a significativi e capricciosi movimenti.
- Nonostante questi movimenti improvvisi all’interno del mercato, molti di loro (i titoli) posseggono valori economici fondamentali che restano relativamente stabili nel tempo e che possono essere misurati con relativa accuratezza. Quindi il valore intrinseco di uno strumento è una cosa, mentre il suo prezzo attuale in base al quale è scambiato è un’altra. A volte questi due valori possono convergere mentre in altri momenti possono essere distanti.
- Una strategia di comprare azioni solo quando il loro prezzo di mercato si trova significativamente al di sotto del valore intrinseco calcolato, produce un maggior valore di ritorno sul lungo periodo. Graham si riferisce al gap tra prezzo e valore come “margine di sicurezza”; idealmente il margine deve essere circa metà del valore fondamentale, ma non minore di un terzo.
Un value investor (l’investitore che usa questo stile di investimento) stima il valore fondamentale di un’azione e lo compara con il valore attuale offerto all’interno del mercato. Se il prezzo è inferiore, di un margine sufficiente, rispetto al valore calcolato, il value investor procede all’acquisto.
Il processo del value investing passo per passo:
- Selezionare un titolo per la valutazione.
- Stimare il suo valore fondamentale.
- Calcolare il margine di sicurezza appropriato.
- Decidere quanto acquistare per ogni titolo considerato, valutando anche la diversificazione del portfolio.
- Decidere quando vendere il titolo.
E’ certamente possibile pensare che i maggiori guadagni ottenuti con il value investing avvengano solo perché il portfolio è dotato di un rischio maggiore. In questo caso il maggior ritorno sarebbe unicamente la ricompensa per il maggior rischio corso.
Tuttavia quando vari esperti hanno provato a calcolare il grado di rischio (beta) si è dimostrato uguale se non inferiore a quello del mercato in generale. E’ risultato anche che utilizzando altre misure di rischio, i portfoli creati tramite l’analisi fondamentale, si siano dimostrati rischiosi in modo minore.
Per non perdersi nella vastità del mondo degli investimenti, i value investor hanno realizzato un processo in tre fasi per dirigere il proprio lavoro:
- Una strategia di ricerca per localizzare aree potenzialmente ricche sulle quali utilizzare le tecniche del value investing.
- Un approccio alla valutazione che sia potente e flessibile abbastanza per riconoscere il valore in diverse forme, restando comunque valido per proteggere gli investitori dall’euforia o dalla delusione.
- Una strategia per costruire un portfolio che riduca il rischio e serva da controllo per la selezione individuale dei titoli.
Quando un value investor non riesce a trovare titoli utili per i proprio investimenti, solitamente parcheggia i propri soldi in strumenti monetari o in altri investimenti sicuri nell’attesa che le sue analisi rivelino un obiettivo propizio.
Per riassumere tutto in pochissime parole si può dire che il value investingsi basa fondamentalmente sull’acquisto di titoli al di sotto del loro valore intrinseco e lo sconto rispetto al prezzo di mercato costituisce quello che Graham chiama “margine di sicurezza”.
